Lettera di Padre Marco Canarecci – Santa Pasqua 2021

Carissimi amici,

vi raggiungo nella grazia dell’Ottava di Pasqua per augurarvi di tutto cuore che la Risurrezione illumini e sostenga la vostra vita quotidiana nelle piccole-grandi sfide di ogni giorno. Solo se Gesù Cristo è risorto dai morti, allora oggi posso avere la forza per portare la mia croce!

Quest’anno, devo ammetterlo, ho vissuto una Quaresima e una Settimana Santa un po’ particolari: infatti, il 16 marzo, un nostro missionario, che non si sentiva bene da alcuni giorni, ha fatto il test del COVID ed è risultato positivo. Immediatamente, tutti noi ci siamo messi in auto-confinamento e ci siamo sottoposti a tampone. Anch’io sono risultato positivo. Non avevo sintomi particolari, se non un po’ di stanchezza, che è assai comune in questo periodo dell’anno, ma dovevo comunque mettermi in isolamento. Così, dal 21 marzo (data in cui ho ricevuto l’esito del tampone e in cui ho iniziato un pesante trattamento a base di antibiotici e antivirali) sono rimasto in isolamento.

Durante il periodo in cui sono dovuto restare “rinchiuso”, ho cercato di ottimizzare il tempo, dando più spazio alla preghiera e cercando di recuperare qualche arretrato, soprattutto per quello che riguardava alcuni lavori al computer. Poi, ho messo in pratica la “PAD” (Pastorale a Distanza), attraverso il telefono e la mail.

La vicinanza degli altri missionari che si sono occupati di me, anche se a distanza, e il sostegno delle persone della parrocchia mi ha, ancora una volta, accompagnato: tanti mi hanno chiamato e inviato messaggi per assicurarmi la loro preghiera, una mamma ha inviato del “futù” (dei pani fatti con la banana “plantaine”, bollita e pestata al mortaio) e della salsa “Gnagna” (una salsa che si dà ai malati), un’altra ha inviato del succo di “gnamanku” (zenzero),… Grazie infinite anche a tutti voi che, dall’Italia, avete pregato per me!

Martedì 30 marzo mi sono sottoposto al tampone di controllo, sperando che l’esito arrivasse la sera del giorno seguente, per poter partecipare alla Messa Crismale del Giovedì Santo e rinnovare i miei impegni sacerdotali con il vescovo e i sacerdoti della diocesi di Yopougon. Sapevo che avrei ricevuto un SMS in caso di risultato negativo e, allora, il cuore palpitava ad ogni messaggio che arrivava sul telefono, ma le ore passavano… e il risultato non arrivava. Il giovedì mattina, allora, ho sperato di riceverlo prima di sera per poter (almeno) partecipare alla Messa della Cena del Signore in parrocchia… ma il risultato non arrivava. Ad un certo, lo confesso, ho iniziato a dubitare che il risultato non sarebbe stato buono (cioè negativo!), poi ho pensato che Dio non avrebbe voluto deludere tutti coloro che stavano pregando per me… Quando venerdì mattina mi sono svegliato, non mi attendevo nulla di particolare e mi sono preparato, quasi rassegnato, a vivere un’altra giornata di attesa. Ho guardato il telefono solo dopo colazione e, quando ho visto il messaggio che attestava la mia negatività, sono uscito dalla stanza e ho gridato di gioia! Devo confessare che ho passato un “venerdì santo di Risurrezione”, che ha anticipato la gioia della Pasqua!

Così, ho potuto partecipare alla Liturgia della Passione del Venerdì Santo, all’inizio della quale i sacerdoti entrano e si prostrano a terra senza dir nulla. Mentre eravamo in questa posizione, mi sono ricordato di quando, il giorno della mia ordinazione sacerdotale, mi sono prostrato a terra durante le litanie dei Santi. Ecco allora che lì, steso su una stuoia, ho rinnovato il mio impegno sacerdotale a essere “altare, vittima e sacerdote”, con Gesù, In Gesù e come Gesù. Senza farla troppo mistica, ho constatato come Dio abbia “preso sul serio” il mio desiderio di rinnovare i miei impegni sacerdotali e mi abbia esaudito non come mi attendevo, ma evidentemente come gli sembrava meglio.

Il sabato sera ho avuto la gioia di presiedere la Veglia Pasquale con circa quattro mila persone e di amministrare il Battesimo a 19 adulti che si erano preparati a questo momento con un percorso di tre anni di catecumenato.

Quello che non si vede (perché è nascosto dalla mascherina!) è il mio sorriso mentre pronuncio la formula del Battesimo.

Avevo avuto modo di conoscere un po’ queste persone perché avevo animato il ritiro sulla Confessione, proprio in vista del loro ingresso nella vita cristiana. Per me, è stata una gioia grande poter amministrare loro il sacramento del Battesimo e donar loro la Prima Comunione. Certamente, se non ci fossi stato io, ci sarebbe stato un altro prete e la grazia di Dio sarebbe passata ugualmente (forse di più), ma questo non toglie la bellezza e la gioia di essere un piccolo strumento, talvolta un po’ ribelle, ma sincero, dell’incontro tra Dio e il suo popolo.

Grazie ancora a quanti mi hanno sostenuto e mi sostengono con la preghiera e l’amicizia! Vi ricordo con affetto e prego per voi!

Un abbraccio,

P. Marco Canarecci

Yopougon, S. Pasqua 2021

Un Piccolo Gesto,

         Un Grandissimo Dono.