Don Mario Ricca Rosellini – Il Parroco dei due Mondi

Articolo di Cinzia Carloni e Anna Lamberti, gruppo missionario della Cava, pubblicato sul mensile dei Missionari Saveriani.

Don Mario Ricca Rosellini nasce il 6 febbraio 1923 nel centro storico di Forlì , frequenta il liceo , si forma nell’Azione Cattolica , poi la chiamata , il periodo salesiano in Piemonte , la scelta dei poveri e la fondazione di una parrocchia alla periferia di Forlì nel quartiere Cava.
Entusiasmato dal Concilio Vaticano II , sollecita gruppi e istituzioni per la crescita di una vera cultura della solidarietà e della pace. Lavora sodo alla nascita della chiesa del quartiere Cava che costruisce su un terreno che gli viene donato. Conduce una intensa opera di evangelizzazione del quartiere e collabora alla fondazione del primo comitato di villaggio.
Famose le sue battaglie per avere i servizi essenziali utili alla comunità, la scuola , gli asili , il telefono , le fognature . Ci tiene sempre a ribadire lo scopo del suo impegno e a chi gli chiede da che parte stia in politica risponde: La mia politica e’ quella del Padre Nostro.
Siamo tutti fratelli perché figli dello stesso Dio.
Poi nel 1971 Don Mario inizia una nuova missione : lascia la periferia di Forlì e parte come “fidei donum” per lo Zaire: il vescovo di Uvira mons. Catarzi gli affida il compito di fondare la missione di Kasika. Lo stesso mons. Catarzi ricorda lo scambio di lettere avuto con il parroco della Cava già otto anni prima , poco tempo dopo l’arrivo dall’Italia di padre Arrigoni , con cui don Mario si era messo in contatto attraverso i padri saveriani di San Pietro in Vincoli , distanti appena una quindicina di chilometri dalla sua parrocchia. La sera prima della sua partenza Don Mario nell’omelia di saluto spiega alla sua comunità il motivo della sua inaspettata partenza: “ L’essere cristiani vuole dire annunciare Gesù nel mondo a tutte le creature. La fede è un dono da portare agli altri . Il fatto che Gesù ci ha detto che siamo tutti fratelli deve cambiare qualcosa dentro di noi. Quelli che possono , e sentono dentro la chiamata di Dio , devono andare , e gli altri devono sentire che qualcuno di famiglia va per loro . Io vado con voi e per voi . Riuscirò a concludere qualcosa di buono , se voi mi aiuterete veramente nell’impegno di amare e nella carità fraterna .”
I parrocchiani della Cava hanno seguito alla lettera questa sua esortazione e a tale scopo è sorto grazie alla buona volontà e impegno di alcune famiglie un gruppo missionario tuttora attivo che ha aiutato Don Mario con varie iniziative finalizzate alla raccolta di fondi a sostegno della sua missione.
Nel febbraio 1974 Don Mario inaugura la chiesa di Kasika con manifestazioni di gioia di tutta la comunità locale.
Dopo solo 4 anni il 2 settembre 1978 a solo 55 anni una malaria non curata ha la meglio su un fisico ormai debilitato. “ Do tutto ” sono le ultime parole che si odono distintamente dalla sua voce prima di spirare. Quando la notizia si diffonde alla Cava , il comitato di quartiere si riunisce immediatamente e decide di affiggere un manifesto: “ Il nostro caro Don Mario è morto missionario in Zaire , come missionario era stato tra noi “

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