Notizie da Yopougon

DI P. MARCO CANARECCI

Carissimi amici, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che vi ho scritto per farvi gli auguri di Pasqua, ma non ho mai smesso di ricordarvi nella preghiera. Vari di voi si sono fatti presente con un messaggio di saluto e tanti mi hanno ricordato nella preghiera: grazie infinite a ciascuno! Da un paio di mesi ho terminato il corso di francese (ma imparo qualcosa di nuovo tutti i giorni, naturalmente!) e sono più libero per l’attività pastorale. Sto gustando molto la possibilità di dialogare con le persone, di poterle visitare nelle case, di conoscere un po’ le loro storie,… anche in questo caso, molti mi stanno accogliendo non tanto nella loro casa fisica, ma nelle profondità della loro intimità e mi stanno facendo intravvedere un po’ della loro sofferenza e della loro fede. In queste settimane, si sta facendo strada un’intuizione che solamente la prova del tempo dirà se è esatta o no: la povertà materiale è evidente e palese, soprattutto in certe zone della nostra parrocchia, ma non è il vero problema! Mi spiego meglio, per non rischiare di essere frainteso: la disoccupazione è elevatissima, l’insicurezza e la violenza sono le compagne di vita delle persone in mezzo alle quali abitiamo, tanti cominciano la giornata senza sapere se riusciranno a mangiare, anche le malattie più banali possono avere esiti drammatici,… in altre parole: la vita della gente è veramente difficile (e la morte è veramente facile!). Nello spazio di appena una settimana, ho conosciuto tre mamme con figli che avevano pesanti carenze dal punto di vista alimentare, fino alla denutrizione. E se un bambino denutrito prende la malaria (cosa molto frequente), l’anemia è alle porte e… si rischia grosso! Ma non è questa la povertà più profonda! La povertà più profonda è alla radice, è “invisibile agli occhi”, come diceva il Piccolo Principe. Perché l’analfabetismo non lo vedi ad occhio nudo, perché le paure non le puoi quantificare, perché ciò che succede dentro le case non lo vedi, anche se potrebbe essere facilmente intuibile,… Cito solo un dato per spiegarmi meglio: in questi giorni è uscita una statistica dell’UNICEF che dice che l’86% dei bambini ivoriani è “educato” con la violenza fisica che, per il 20% dei casi, lascia dei segni indelebili sul corpo. Sono già alcuni anni che ho imparato a guardare certe cifre con una buona dose di spirito critico, ma –in questo caso- la mia piccola esperienza “sul campo” propende per dire che la stima è realistica e, per certi contesti, forse un po’ ottimista… Già, la violenza nelle famiglie, una delle sofferenze nascoste, invisibili agli occhi, che segnano profondamente la vita delle persone, che caricano pesanti fardelli su piccole spalle innocenti! Quando ascolto certe persone, sembra quasi che non ci siano alternative alla situazione attuale, che ciò che hanno subito abbia tolto valore alla loro stessa vita… Recentemente, una donna mi ha raccontato di essere stata derubata e violentata, ma quello che mi ha fatto più male è che mi ha raccontato qualcosa della violenza sessuale con lo stesso tono di voce e la stessa espressione del volto di quando mi aveva spiegato di come il ladro le aveva sottratto la borsa. Naturalmente, non c’è stata nessuna denuncia alla polizia perché non sarebbe servita a nulla… È questo senso di accettazione della realtà tale e quale essa è, è vedere tanti giovani sfiduciati, è vedere la dignità umana banalizzata,… che mi fa molto male! E, vivendo qui, comprendo ancora di più quanto il messaggio cristiano (con la Buona Notizia che l’uomo è così prezioso da spingere Dio a diventare, Lui stesso, uomo) è qualcosa di veramente rivoluzionario, che può cambiare radicalmente la vita delle persone, che può trasformare profondamente la realtà: chi si incontra con il Dio di Gesù Cristo cambia la vita! E, posso dirlo, ci sono tante persone e tanti giovani che non si rassegnano, che si impegnano a fondo per “prendere in mano” il loro presente e il loro futuro! Nel cortile della nostra parrocchia, per esempio, ci sono degli apatam (delle tettoie con il pavimento in cemento) che servono per la catechesi e per gli incontri dei vari gruppi parrocchiali, in modo da ripararli, almeno un po’, dal sole o dalla pioggia. Durante la settimana, gli apatam sono utilizzati dagli studenti universitari per studiare perché tanti non hanno un altro luogo per farlo. È ammirabile vedere che ci sono giovani fin dal mattino presto e che restano lì fino a tardi… Per loro, e per tutti coloro che “non si rassegnano”, vi chiedo una preghiera speciale!

Quasi sicuramente avete già vi patronale della nostra parrocchia, dedicata a Saint Laurent (San Lorenzo): abbiamo chiesto ad alcuni dei principali gruppi etnici presenti in parrocchia, di “vestir missionario o una mission popolo del centro della Costa d’ Non si tratta semplicemente di una coreografia esterna, ma di qualcosa di più profondo: da una parte, noi missionari stranieri desideriamo esprimere tutta la nostra stim cerchiamo di dare una piccola, ma concreta “risposta culturale” alle tensioni etniche che hanno accompagnato la recente guerra civile ivoriana (2011) e che, talvolta, vengono ancora evocat mascherare lotte di potere o interessi economici che nulla hanno a che fare con il bene dei popoli. Vedere la chiesa piena di persone che sfoggiavano ciascuna il proprio abito tradizionale, ha aiutato a prendere coscienza che, insieme, siamo il popolo di Dio, dove le differenze culturali non sono un ostacolo, ma un’occasione di arricchimento reciproco. Ed è proprio questa sensazione veramente sto ricevendo tanto e spero di riuscire, almeno un po mi sta insegnando, con la sua vita e il suo ese ormai, dovrei essermi abituato al calore dell accolgono nelle loro case è qualcosa che mi stupisce tutte le volte e decina di giorni fa sono andato a benedire la casa di una famiglia, composta da due figli che vivono con la loro mamma. Quando sono arrivato mi hanno offerto patatine fritte e non ricordo più cosa, in una quantit po’. E non sono esattamente qualcuno a cui manca l bottiglia di vino. L’accoglienza era stata la continuazione del dialogo, in cui senza nulla da mangiare perché, sostanzialmente avevano bevuto solo acqua e avevano passato la giornata in preghiera per chiedere a Dio di non sentire la fame! Poi, il 16 una nipote aveva donato loro del riso, il giorno seguente un altro parente aveva dato loro dei soldi,… E, così, per potermi farmi sentire superfluo, ma dal loro necessario! Da allora, mi sono chiesto più e più volte profondità da essere capace di privarmi anche del necessario. Per favore, continuate a ricordarmi nella vostra preghiera perch popolo ivoriano mi sta aiutando a scoprire. Grazie a ciascuno! Per favore, pregate anche per una sappiano ancora se ci sarà una soluzione positiva. Anch’io vi assicuro il ricordo nella preghiera! Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie! Quasi sicuramente avete già visto che ho messo su Facebook alcune foto della festa patronale della nostra parrocchia, dedicata a Saint Laurent (San Lorenzo): abbiamo chiesto ad alcuni dei principali gruppi etnici presenti in parrocchia, di “vestir missionario o una missionaria. Io sono stato “adottato” dal gruppo Baulé (un popolo del centro della Costa d’Avorio). si tratta semplicemente di una coreografia esterna, ma di qualcosa di più profondo: da una parte, noi missionari stranieri desideriamo esprimere tutta la nostra stima verso le tradizioni e la cultura dei popoli ivoriani. Dall’altra, cerchiamo di dare una piccola, ma concreta “risposta culturale” alle tensioni etniche che hanno accompagnato la recente guerra civile ivoriana (2011) e che, talvolta, vengono ancora evocate per mascherare lotte di potere o interessi economici che nulla hanno a che fare con il bene dei popoli. Vedere la chiesa piena di persone che sfoggiavano ciascuna il proprio abito tradizionale, ha aiutato a prendere coscienza che, insieme, siamo il o di Dio, dove le differenze culturali non sono un ostacolo, ma un’occasione di arricchimento reciproco. Ed è proprio questa sensazione di reciproco arricchimento che sta accompagnando questi mesi: veramente sto ricevendo tanto e spero di riuscire, almeno un po’, a ricambiare tutto ciò che il popolo ivoriano mi sta insegnando, con la sua vita e il suo esempio, prima che con la parola. È oltre un anno che sono qui e, ormai, dovrei essermi abituato al calore dell’accoglienza ivoriana, ma il modo con cui le persone mi accolgono nelle loro case è qualcosa che mi stupisce tutte le volte e che mi insegna sempre qualcosa. Una decina di giorni fa sono andato a benedire la casa di una famiglia, composta da due figli che vivono con la loro mamma. Quando sono arrivato mi hanno offerto, oltre al tradizionale bicchiere d patatine fritte e non ricordo più cosa, in una quantità così abbondante che ho dovuto prenderne soltanto un E non sono esattamente qualcuno a cui manca l’appetito… Per l’occasione avevano anche acquistato una accoglienza era stata già molto calorosa, ma quello che mi ha lasciato senza parole è la continuazione del dialogo, in cui loro stessi mi hanno raccontato che, qualche giorno prima sostanzialmente, loro vivono grazie all’aiuto dei loro parenti bevuto solo acqua e avevano passato la giornata in preghiera per chiedere a Dio di non sentire la fame! Poi, il 16 una nipote aveva donato loro del riso, il giorno seguente un altro parente aveva dato loro dei soldi,… E, così, per potermi farmi sentire tutta la loro accoglienza, avevano preso non tanto dal loro sono chiesto più e più volte se io sono capace di accogliere gli altri così tanto in privarmi anche del necessario… Ho concluso che devo ancora crescere molto! Per favore, continuate a ricordarmi nella vostra preghiera perché io possa far tesoro di tutto ciò che il popolo ivoriano mi sta aiutando a scoprire. Grazie a ciascuno! Per favore, pregate anche per una nostra missionaria che ha dei gravi problemi salute per i quali non sappiano ancora se ci sarà una soluzione positiva. io vi assicuro il ricordo nella preghiera! Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie! Un abbraccio a ciascuno, sto che ho messo su Facebook alcune foto della festa patronale della nostra parrocchia, dedicata a Saint Laurent (San Lorenzo): abbiamo chiesto ad alcuni dei principali gruppi etnici presenti in parrocchia, di “vestire” un o sono stato “adottato” dal gruppo Baulé (un si tratta semplicemente di una coreografia esterna, ma di qualcosa di più profondo: da una parte, noi missionari stranieri desideriamo esprimere tutta la a verso le tradizioni e la cultura dei popoli ivoriani. Dall’altra, cerchiamo di dare una piccola, ma concreta “risposta culturale” alle tensioni proco arricchimento che sta accompagnando questi mesi: , a ricambiare tutto ciò che il popolo ivoriano oltre un anno che sono qui e, accoglienza ivoriana, ma il modo con cui le persone mi che mi insegna sempre qualcosa. Una decina di giorni fa sono andato a benedire la casa di una famiglia, composta da due figli che vivono con la , oltre al tradizionale bicchiere d’acqua, del pollo, delle à così abbondante che ho dovuto prenderne soltanto un occasione avevano anche acquistato una molto calorosa, ma quello che mi ha lasciato senza parole è stata qualche giorno prima, erano restati aiuto dei loro parenti. Il 15 agosto bevuto solo acqua e avevano passato la giornata in preghiera per chiedere a Dio di non sentire la fame! Poi, il 16 una nipote aveva donato loro del riso, il giorno seguente un altro parente aveva dato loro dei tutta la loro accoglienza, avevano preso non tanto dal loro se io sono capace di accogliere gli altri così tanto in .. Ho concluso che devo ancora crescere molto! io possa far tesoro di tutto ciò che il nostra missionaria che ha dei gravi problemi salute per i quali non io vi assicuro il ricordo nella preghiera! Che il Signore benedica voi e le vostre famiglie!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...