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 Mission is Possible

Elisa e la rinascita dell’Albania – Capitolo VIII

Ciao a tutti, sono Elisa, ho 22 anni, sono una ragazza neolaureata di Forlì e frequento il gruppo missionario della Comunità Missionaria di Villaregia che ha sede a Imola. Vorrei condividere con voi l’esperienza che ho vissuto  con altri giovani e missionari della comunità.

Nell’estate 2015, ad agosto siamo partiti alla volta dell’ Albania spinti dal desiderio di conoscere e andare incontro ad un popolo che, solo da una trentina d’anni, è potuto tornare alla libertà. Ancora sono visibili le ferite aperte lasciate dal lungo periodo di persecuzione del regime comunista ma si coglie con altrettanta forza la voglia di rinascere. Il popolo albanese ci ha accolto a braccia aperte con la sua immensa semplicità e ci ha fatto sentire benvoluti e questo ci ha spinto a dare tutto quello che potevamo.

Sin da subito il nostro desiderio è stato quello di donarci a questi fratelli, di farci prossimi alle sofferenze dei più emarginati, senza paura di non essere accettati o capiti a causa della lingua diversa, senza chiedere nulla in cambio ma solo facendoci vicini.

Stiamo stati nella città di Scutari, nel nord del paese, dove ci siamo appoggiati alle suore di Madre Teresa e a un missionario italiano che si trova in Albania da 8 anni.

Ogni mattina ci dividevamo in 3 gruppi. Il primo andava con le suore di Madre Teresa in una zona fuori dalla città dove ci è stato chiesto di organizzare un centro estivo  per i ragazzi. L’ambiente era abbastanza povero, le strade non erano asfaltate, non c’era neppure la chiesa e il luogo in cui radunavamo i bambini era solo un campo recintato esposto al sole cocente di agosto.

Il secondo gruppo si è unito a degli animatori locali per collaborare ad un altro centro estivo di una parrocchia di periferia.  Il parroco Don Giovanni ci ha accolto calorosamente ed essendo italiano, ci ha aiutato a fraternizzare.  Anche lì l’ambiente era molto semplice, la Chiesa era un saloncino prefabbricato dove non c’era nemmeno l’acqua corrente; nonostante ciò i bambini arrivavano pieni di gioia, di voglia di giocare, di pregare, di cantare e di stare insieme.

Il terzo gruppo ha svolto il suo servizio presso la casa di accoglienza per disabili delle Missionarie della carità. Questa categoria di persone in Albania è particolarmente trascurata sia dalle famiglie che dalle istituzioni. Quest’ultima esperienza è quella che ho vissuto direttamente io e ringrazio molto di aver avuto questa occasione perché è stata capace di tirare fuori nuovi aspetti di me. Forse il trovarmi di fronte a qualcuno che non comunica a parole e che, per la sua invalidità, non può nemmeno muoversi liberamente, mi ha costretto ad abbattere tutti i muri per poter meglio entrare in sintonia e capire cosa desiderava dire o ricevere. Effettivamente, man mano che passavamo del tempo insieme, è diventato sempre più facile capire i bisogni di ciascuno, dal bambino paralitico alla ragazza in carrozzina e cercare di aiutarli con semplici gesti.

Quest’esperienza è stata un’occasione anche per calarci nella realtà della chiesa albanese. È stato molto bello l’incontro vissuto con Il Vescovo di Scutari che ci ha dedicato un pomeriggio intero. Grazie a lui e a tutti gli altri incontri avuti, abbiamo compreso che la comunità cristiana è giovane e che, sebbene sia in minoranza, è capace di far esplodere il proprio grido di riscatto dopo il periodo in cui è stata costretta ad abbandonare i luoghi di culto e a nascondersi dal regime che proclamava lo stato ateo e che impediva a chiunque di professare la propria religione. Abbiamo percepito la sofferenza di donne e uomini che hanno vissuto lunghi anni di oppressione, ma che hanno saputo tenere viva la Chiesa. Infatti hanno continuato a  celebrare i sacramenti di nascosto, nella notte, sulle montagne, approfittando di qualche sacerdote liberato dalla prigione.  Sento di ringraziare questo popolo per l’esempio di fedeltà e di amore a Dio.

Concludendo sento che il mio-nostro farci prossimi a questi fratelli dell’Albania ci ha spinto ad offrire il nostro aiuto, ma ci ha anche permesso di ricevere la loro ricchezza di di fede e di accoglienza.

CAMBIA VITA OGGI

Finché la povertà, l’ingiustizia e la disuguaglianza persistono, nessuno di noi può veramente riposare.

MISSIONE
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2017-11-28T22:25:44+00:00