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 Mission is Possible: Giovani ed Esperienza Missionaria, Capitolo I

Mi chiamo Marianna Colinelli,

ho 23 anni e mi sono laureata da poco in Culture e Tecniche della Moda a Rimini. Attualmente sono alla ricerca di un tirocinio post laurea per “toccare con mano” il mondo per cui ho studiato questi anni. Sono una scout da ormai 15 anni, da qualche anno nel ruolo di capo, e senz’altro lo scoutismo mi ha aiutato ad alimentare questa forte voglia e consapevolezza al SERVIZIO, tanto da non potere farne più a meno in quella che è la mia quotidianità.

Una quotidianità che iniziava a starmi un po’ stretta, tanto da decidere di cambiarla, cambiarla in tutto e per tutto.. cambiare paese, stile di vita, persone che mi sono sempre state vicine.. sentivo il bisogno di girare quella famosa pagina e trovarmi di fronte ad un altro capitolo. Questo capitolo avrei voluto iniziarlo da sola, con le mie forze, allontanandomi il più possibile da quelle persone che da sempre mi sono vicine e vivo con gioia, avevo bisogno solo di ME STESSA. Da qui parte la mia esperienza, dall’essermi fatta un dono cioè di regalarmi del TEMPO per me e scegliendo quindi di partire per la Tanzania.

Sono partita per ricercare qualcosa, di preciso “cosa” non lo sapevo, ma comunque alla base c’era senz’altro il desiderio di ritrovare un po’ di serenità perduta. Grazie all’aiuto e consigli di un’amica che era già stata lì dove sarei dovuta andare, a Novembre 2016 mi sono imbattuta in questa nuova avventura vissuta in due mesi e mezzo.

Precisamente ero in un piccolo villaggio rurale nella regione di Morogoro in Tanzania chiamato Kisawasawa, ed ero ospitata dalla parrocchia del posto dove ad accogliermi c’era Padre Ben, una delle figure che sicuramente è stata fondamentale per il mio percorso, partendo banalmente dal fatto che fosse l’unico con cui avevo la possibilità di parlare in italiano in quanto fossi l’unica volontaria in quel momento e il resto della popolazione parlava esclusivamente Swahili.

La parrocchia di Kisawasawa, grazie anche all’aiuto di associazioni benefiche europee, nel corso degli anni ha realizzato una scuola d’infanzia e una primaria per i bambini, un centro sanitario e sta costruendo una clinica ginecologica importante per accogliere al meglio le madri incinta e i bambini nei primi anni di vita.

Tutte le mattine al centro sanitario, infatti, cercavo di dare una mano alla suora e alle infermiere, principalmente per la distribuzione di medicinali precedentemente prescritti durante una visita con il medico del centro. È stato per me un “mettermi in gioco” in un campo in cui non ero oggettivamente competente, ma con l’aiuto anche di un semplice conforto, mi sono resa conto che dopo un po’ entri in confidenza anche con un mondo così distante a te, ma dove l’importante era provarci, non avere paura di sporcarsi le mani, cercare in tutti i modi di renderti utile anche se apparentemente non ti sembrava. Lavorare al centro sanitario mi ha dato la possibilità di vivere probabilmente le esperienze più forti, positive e non, di questa missione. Prima tra tutte ho vissuto la bellezza e l’emozione di assistere alla nascita di due meravigliose creature, una delle quali porta il mio nome come segno di riconoscenza da parte della madre per aver in realtà semplicemente dato un po’ di cure ed attenzione a questa splendida bimba. Assistere ad un parto è stato per me un’emozione indescrivibile, come se fosse stato un punto concreto di rinascita anche dentro me, quella svolta che probabilmente mi ha fatto vivere l’esperienza con occhi diversi, più consapevoli. La consapevolezza in primis di stare vivendo in un mondo così diverso, impensabile a volte, ma che nella sua semplicità, povertà ed umiltà mi ha insegnato a vivere il tempo, senza sprecarlo o affrettarlo. Ritrovare una serenità  in un luogo dove non c’è praticamente nulla, ma dove questo “niente” viene colmato dalla serenità ed accoglienza della gente, dai sorrisi e amore incondizionato che sanno regalare i bambini,  dalla bellezza di sapersi fermare a pensare senza avere paura di “perdere tempo”… ti rendi conto che a casa hai tutto, davvero tutto, ma non ti basta mai, perché non basta avere “cose” per vivere sereni, c’è bisogno di andare oltre, rendersi conto di quanto sia meraviglioso servire ed aiutare il prossimo per poi alla fine arricchirsi e crescere personalmente. Questa esperienza, e in particolare le persone che ho avuto la fortuna di incontrare, mi hanno insegnato a  vivere con poco ma stando realmente bene con se stessi, mi hanno insegnato a riempirmi il cuore di “cose” vere, di emozioni e sensazioni mai provate prima.

Il consiglio che vorrei dare a tutti coloro che desiderano partire per un’esperienza di questo genere è semplicemente quello di VIVERE, vivere appieno tutto ciò che vi si presenterà di fronte, cercando di non porsi limiti nel rispetto di quella che sarà la realtà coinvolta.

Marianna

CAMBIA VITA OGGI

Finché la povertà, l’ingiustizia e la disuguaglianza persistono, nessuno di noi può veramente riposare.

MISSIONE
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2017-11-28T23:19:18+00:00